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I racconti
Il pianto di Elena

Una notte nel CPT

Da Secondigliano a Porto Alegre
tratto da "Maledetta
Globalizzazione" di f.caruso(Carocci ed.)

 
Movimenti sociali documenti: IL BLOG ALTROSUD SI E' TRASFERITO!
Postato da francesco il Sunday, 14 September @ W. Europe Daylight Time (1166 letture)

















il blog ALTROSUD si è spostato a quest'indirizzo: http://altrosud.wordpress.com/
























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carcere e reclusione documenti: Otegi Askatu! Otegi finalmente libero!
Postato da francesco il Tuesday, 02 September @ W. Europe Daylight Time (3598 letture)

Politicamente, devo dire che quindici mesi fa entrai in prigione, mi  portarono in questa prigione, ed allora in questo paese c'era, come  moltissimi anni fa, un problema politico. Quel problema continua ad essere  reale, è un problema che non si è risolto ed io considero personalmente che si risolverà solo attraverso il dialogo e la negoziazione. Ed attraverso il  dialogo e la negoziazione questo paese deve conoscere un scenario di pace e  democrazia che gli permetta di decidere il suo futuro e, contemporaneamente,  dentro quel processo, liberare tutti i prigionieri e le prigioniere politici  baschi. Quello sarà il mio lavoro.

Arnaldo Otegi, ex portavoce di Batasuna, all'uscita del carcere di Martutene dopo 15 mesi di detenzione. 30 agosto 2008.


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carcere e reclusione documenti: Lettera ad Ottaviano Del Turco nella prigione di Sulmona
Postato da francesco il Friday, 08 August @ W. Europe Daylight Time (4032 letture)

Gentilissimo Ottaviano Gramsci Del Turco,
mi permetto di disturbarLa semplicemente per chiederLe di intercedere presso la pleteora di politicanti, parlamentari e portaborse che da giorni si recano in pellegrinaggio presso la Sua cella per esprimerLe solidarietà e vicinanza in questo momento difficile della Sua vita, affinchè li esorti a volgere anche solo per un breve istante lo sguardo al di là dei salotti e dei fasti luccicanti della casta.


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Repressione lotte sociali documenti: i torturatori di Genova sono innocenti, siamo noi i delinquenti
Postato da francesco il Thursday, 17 July @ W. Europe Daylight Time (561 letture)

Mi sembra ridicolo e fuori luogo il mettere i voti e il distribuire le pagelle ai magistrati di Genova da parte di vari esponenti politici anche della disastrata sinistra: la storia del g8 di Genova non la si scrive nelle aule dei tribunali, quei tribunali che assolvono i torturatori della Bolzaneto e condannano 24 manifestanti, la storia del G8 è inscritta nella memoria collettiva dei movimenti, delle centinaia di migliaia di persone che hanno esercitato in quei giorni il diritto a manifestare, a sognare e a lottare contro le ingiustizie del nostro mondo, che hanno visto e subito sulla propria pelle la repressione cieca delle cariche selvagge, dei pestaggi, dei proiettili deviati dai calcinacci, dell'uso dei gas lacrimogeni definiti illegali dalla convenzione di Ginevra.


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Movimenti sociali documenti: sul congresso del PRC: modeste proposte tra alterità politica e utilita&#
Postato da francesco il Tuesday, 01 July @ W. Europe Daylight Time (4628 letture)

Care compagne e cari compagni, scriviamo questa lettera per una condivisione sentimentale che ci lega a voi ed in spirito d'amicizia. Veniamo da vite vissute differentemente ma convergiamo oggi nell'azione dentro e verso gli istituti della democrazia diretta che operano nella prassi sociale. Guardiamo ai conflitti sociali cioè con l'occhio all'emergere di proprietà comuni che, nella misura in cui vengono interiorizzate, portano alla formazione dell'individuo dotato di una coscienza sociale. Così, ad esempio, i centri sociali non sono che una delle manifestazioni della potenza collettiva trasformatrice che vive ed agisce da tempo nel nostro paese. Essi, infatti, sono esempi di "comunità elettive", la forma finalmente scoperta nella quale ha luogo l'esodo, questo processo di sottrazione al mercato mondiale e al dominio ideologico del calcolo economico.
Del resto, questo rattrappimento della discussione attorno alla sconfitta elettorale è in continuità con un processo di degenerazione che, da Genova in poi, ha segnato Rifondazione: quel privilegiare l'attività di rappresentanza  ha finito col conferire al partito una fragile natura istituzionale, impotente e rituale, con qualche caduta nell'antico trasformismo, inseguendo quel parlamentarismo filo-governativo che perseguita la vita morale e civile fin dal nascere della nazione.
Mentre l'attuale carattere extraparlamentare, per quanto sia un limite, può invece essere un'opportunità di rivitalizzazione sociale e di alleggerimento dalle scorie insite nella partecipazione alle forme incancrenite della rappresentanza politica, partecipazione che se non va demonizzata neanche va assolutizzata e mitizzata.
2 In breve, siamo preoccupati di ciò che le mozioni esprimono ma ancor più di quello che neppure nominano.
Per esempio:
1 Le tesi congressuali appaiono ad una prima lettura - ma, per verità, perfino ad una terza - vertere sulla crisi nella sinistra piuttosto che su quella della sinistra. L'antefatto che fonda la discussione è chiaramente la disfatta elettorale o meglio la rottura tra le due anime sinistre: la moderata blairiana raccolta nel Pd e la radicale costretta nell'illusione dell'Arcobaleno.
Il dibattito risulta così attraversato dalla prospettiva di una rivalsa elettorale che consenta di rientrare nei luoghi perduti della rappresentanza. L'impressione che se ne ricava è di un affare tutto interno al ceto politico, la rivendicazione di un posto nel mercato della rappresentanza offrendosi come estrema sinistra, prolungamento della legalità istituzionale nel mondo dei conflitti e della sovversione sociale. Le differenze vertono sul come conseguire l'obiettivo, cioè sui tempi ed i modi di una nuova alleanza con il Pd e il sindacato.
Anche a ricercarlo con pazienza, non si trova un solo cenno a quell'andare tra la gente, al processo di radicamento nell'autonomia delle soggettività collettive che è, oggi come ieri, la strada maestra per chi pretenda d'ereditare la tradizione rivoluzionaria del movimento operaio. Si intravede, invece, un dibattito incastonato più sullo scontro di potere che sulla linea politica, segnato da pratiche della peggiore tradizione democristiana, con i tesseramenti gonfiati e le accuse velenose.



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Repressione lotte sociali documenti: ancora un rinvio per il processo di Terlizzi
Postato da francesco il Saturday, 28 June @ W. Europe Daylight Time (3653 letture)

Per lo sciopero dei penalisti del foro di Trani, è stata rinviata l'udienza in cui i giudici avrebbero dovuto emettere la sentenza nel processo sui fatti accaduti il 19 agosto del 2002 a Terlizzi, quando, all'ex governatore pugliese Raffaele Fitto, oggi Ministro per i rapporti con le Regioni, fu impedito di entrare nel centro di “Casa Betania” per illustrare le ragioni del ridimensionamento dell'ospedale “Michele Sarcone”, che attende ancora oggi di tornare alla completa funzionalità, nonostante i numerosi interventi di ristrutturazione e la recente inaugurazione del reparto di Medicina Fetale.

Sette imputati, tra cui l'allora ex-leader del movimento no global Francesco Caruso (che per l'occasione era perciò presente al Congresso cittadino di Rifondazione Comunista): Francesco Saverio Caruso, per l'appunto, ritenuto esponente di rilievo della frangia «Disobbedienti» dei «NoGlobal» su cui tracce c'era già la Digos a causa della manifestazione svolta poche ore prima ad Adelfia per il centro sociale autogestito «Coppolarossa» , i terlizzesi Gaetano Malerba e Michele De Palma, attuali consiglieri comunali di Terlizzi di Rifondazione Comunista, Francesco Pollio, Filippo Tangaro, Domenico Zero, insieme  a Giuseppe Valerio, di Bitonto.
Secondo l'accusa avrebbero bloccato l'auto del presidente della giunta regionale impedendo l'accesso nella struttura ecclesiastica con minacce e atti violenti.
Le sette persone avrebbero anche lanciato degli oggetti contro l'auto e qualcuno si sarebbe posto davanti l'Alfa del governatore, impedendogli di fatto di scendere dall'auto.



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Movimenti sociali documenti: Nove anni dopo Seattle, Una nuova strategia anzi due
Postato da francesco il Saturday, 28 June @ W. Europe Daylight Time (3778 letture)

Per le donne e per gli uomini che non accettano la schiavitù e la guerra


Nel 1999 a Seattle cominciò una rivolta morale. Dopo l'attacco contro il  summit del WTO milioni di persone in tutto il mondo dichiararono che il  globalismo capitalista è un fattore di devatazione psichica e ambientale.
Per due anni il movimento globale attivò un efficae processo di critica  delle politiche neo-liberiste, aprendo la strada alla speranza di un  cambiamento radicale.

Poi, dopo la battaglia di Genova cambiò lo scenario narrativo di fondo e la  guerra conquistò il posto centrale della scena. Il movimento non fermò  allora la sua azione, ma la sua efficacia fu rapidamente ridotta a zero,  come dimostrò l'immensa manifestazione mondiale del 15 febbraio del 2003,  che non riuscì a fermare la guerra criminale lanciata dai peggiori  assassini che la storia umana conosca.



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Diritti negati documenti: Ripartiamo dal diritto alla sovversione e all'opposizione sociale
Postato da francesco il Wednesday, 30 April @ W. Europe Daylight Time (3699 letture)

Assolti perchè il fatto non sussiste. Non sussiste la cospirazione politica, non c'è nessun attentato agli organi costituzionali al fine di turbare l'esecuzione delle funzioni del governo italiano, non c'è alcuna associazione sovversiva di ventimila persone tesa ad abbattere la globalizzazione economica e l'ordinamento del mercato del lavoro.
Purtroppo non c'è nulla di tutto questo, ed è un vero peccato.
7 anni in ostaggio del Pm Fiordalisi e dei cantieri infiniti dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, circa 40 udienze su e giù per Cosenza, qualche settimana di reclusione nelle carceri di massima sicurezza e un confino politico durato 548 giorni, tanti quante le firme apposte ogni mattina alle 12 presso la stazione dei carabinieri di Benevento.



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Movimenti sociali documenti: la sinistra è morta, viva la sinistra
Postato da francesco il Sunday, 27 April @ W. Europe Daylight Time (456 letture)

La sinistra è morta, viva la sinistra! Quella di movimenti e territori
Lettera a Liberazione sul cammino comune tra partito e società

Fabrizio Nizi*
E' piuttosto paradossale che - dopo aver passato più di un decennio ad argomentare la "crisi della sinistra" - nei giorni della sua scomparsa dalle istituzioni, in quel che rimane delle forze che hanno dato vita all'Arcobaleno si torni a pensare alla sinistra del Novecento come architrave del rinnovamento possibile. Paradossale e singolare visto che questa riflessione non viene solo dalla parte più, diciamo, ortodossa del fu schieramento elettorale - Pdci per capirsi - ma anche da parti importanti del partito che si richiamò alla necessità di una "rifondazione" del pensiero della trasformazione sociale.


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Movimenti sociali documenti: chi è tarzan e perchè lo votiamo
Postato da francesco il Thursday, 10 April @ W. Europe Daylight Time (3577 letture)

Parlare di Andrea è parlare di noi. Della nostra vita e dei nostri sogni.

La sua storia è la storia delle piccole e grandi lotte che dagli anni '80 hanno fatto unica questa città. Il movimento degli studenti medi del'85, la mobilitazione contro il nucleare, i missili di Comiso e in difesa della Palestina. Ma è soprattutto con la nascita dei Centri Sociali e poi del movimento della Pantera che i nostri sogni diventeranno realtà, attraverso i corpi e i volti dei tanti giovani che negli spazi sottratti alla speculazione sperimenteranno l’autogestione della propria vita e cultura, promuovendo un nuovo modello di comunità solidale per contrastare l'alienazione e il degrado della metropoli.



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Repressione lotte sociali documenti: Appello: Non dimenticare Genova
Postato da francesco il Saturday, 22 March @ W. Europe Standard Time (470 letture)

Anonymous Scrivere "L’Unione, ormai archiviato schieramento del centrosinistra che vinse le elezioni nel 2006, proponeva nel suo programma la costituzione di una commissione parlamentare sui fatti di Genova. Il documento elettorale si spingeva oltre, obbligandosi alla "definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e trasparenza di queste attività". E’ noto che questi impegni non sono stati rispettati, per il crearsi di condizioni politiche che ora non vogliamo rivangare. Appare però paradossale che essi non siano presenti oggi nelle 14 priorità della Sinistra Arcobaleno, apparendo unicamente (peraltro solo come fugace accenno) nel programma esteso, come rilevato anche dal Comitato Verità e Giustizia per Genova nella propria lettera al presidente Bertinotti. Paradossale in quanto si pensava che il nuovo soggetto politico della sinistra, grazie alla sua autonomia e non dovendo più sottostare a compromessi con forze meno interessate a tali tematiche, potesse permettersi uno slancio diverso e maggiore coraggio; al contrario abbiamo assistito ad un passo indietro.
Siamo consapevoli dei limiti imposti da una campagna elettorale inattesa e condotta inevitabilmente in tempi ristretti. Questo può spiegare – ma non giustificare – l’assenza della “questione Genova” dai punti prioritari della Sinistra Arcobaleno; contemporaneamente rileviamo che Genova non è sparita “solo” dall’agenda delle urgenze, ma in generale dalla discussione interna alla sinistra che si appresta a chiedere il voto alle prossime elezioni. E a poco serve rilevare oggi, in occasione della richiesta di condanna avanzata dai pm per 44 imputati nel processo su Bolzaneto, i commenti di alcuni esponenti della sinistra. Troppo poco: la rimozione del G8 genovese sembra un’onda lenta ma inesorabile; dopo aver attraversato il Paese ha investito pure la neonata sinistra unita.
I procedimenti giudiziari che su Genova stanno arrivando a conclusione sono sicuramente importanti, ma nulla centrano con la definizione di quelle vicende sul piano delle garanzie costituzionali e dei diritti. In Italia la magistratura è stata spesso criticata per presunte ingerenze nella politica, salvo poi delegarle una ricerca “miracolosa” della verità su questioni che la politica non sa o non vuole affrontare. Genova non fa eccezione a questa regola; anzi, ne è esempio paradigmatico. Negli ultimi mesi le voci uscite dalle aule dei tribunali sono state sempre più alte e inquietanti. Abbiamo rivissuto l’indegna perquisizione della Diaz, le minacce e le vessazioni (fisiche e psicologiche) subite dai fermati a Bolzaneto, abbiamo visto sancita come ingiustificata la carica ai manifestanti di via Tolemaide, il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire alcune persone ferite negli scontri. Purtroppo sulla morte di Carlo Giuliani anche la magistratura si è uniformata alla “grande rimozione” di Genova, archiviando il procedimento, ferma restando l’attesa per il ricorso presentato dalla famiglia alla Corte Europea di Strasburgo.
Di fronte a queste voci – come detto, e nonostante i molti anni passati dal luglio 2001, sempre più forti – è stato stridente il contrasto con il silenzio opposto dalla politica, fino ad arrivare alla sensazione che persino la sinistra guardi ad altro come priorità. In questi sette anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la politica avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti nei sette anni successivi il luglio genovese.
Oltre allo stucchevole elenco dei funzionari promossi, in assoluta e trasversale continuità fra i due governi succedutisi dal 2001 ad oggi e che abbiamo più volte condannato, abbiamo assistito ad altri fatti inquietanti. Da un censimento avviato circa un anno fa, sono circa 11.500 le persone che sono oggi sottoposte a procedimento penale per lotte sociali. La casistica è piuttosto varia sia considerando le iniziative incriminate che le fattispecie penali individuate dagli inquirenti, ma esiste un filo che unisce tutte queste vicende: la volontà, inaccettabile per uno Stato Democratico, di delegare al diritto e alla magistratura penale la soluzione di problemi sociali e politici importanti e complessi. Tutto questo senza pensare a casi eclatanti, che peraltro escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (due esempi per tutti il caso di Aldo Bianzino e quello di Marcello Lonzi). E non è certo tranquillizzante la corsa di molti partiti a candidare per le prossime elezioni esponenti delle forze di polizia, solleticando in modo acritico e populista l’ansia securitaria di settori dell’elettorato.
Nel 2001 le garanzie costituzionali furono calpestate, ma a sette anni di distanza l’eco di quelle violazioni non solleva alcun dibattito politico, riuscendo a malapena a bucare il silenzio dei media.
La Repubblica per Bolzaneto ha parlato di “girone infernale”; La Stampa di “Guantanamo italiana”. Sulla Diaz è ormai divenuta celebre la definizione dell’allora vicequestore Michelangelo Fournier: “una macelleria messicana”. Secondo Amnesty International durante il G8 2001 si è verificata “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.
Non possiamo rimanere in silenzio e lasciare la storia di Genova solo alle aule di tribunale.

Noi siamo ancora a chiedere:
- l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti avvenuti nel 2001, durante il vertice G8 di Genova (dalle cariche ai manifestanti alla morte di Carlo Giuliani, dalla Diaz a Bolzaneto) e, precedentemente, il Global Forum di Napoli;
- la definizione di regole per consentire la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine;
- il varo di una legge che preveda il reato di tortura;
- l’istituzione di un organismo “terzo” che vigili sull’operato dei corpi di polizia;
- l’aggiornamento professionale delle forze dell'ordine circa i principi della nonviolenza;
- l’impegno alla esclusione dell'utilizzo nei servizi di ordine pubblico di sostanze chimiche incapacitanti e l'impegno circa una moratoria nell'utilizzo dei GAS CS;
Ma, soprattutto, chiediamo al candidato premier della Sinistra Arcobaleno, e ai segretari dei 4 partiti coalizzatisi in essa, di dire chiaramente se queste istanze, peraltro solo sinteticamente riportate e a cui potrebbero sommarsi altre, siano ancora prioritarie per l’autodefinitasi forza unitaria della sinistra. Precisiamo che questa parola di chiarezza non la chiediamo solo oggi, né ci basterebbe venisse espressa col solo intento di recuperare una parte di potenziale elettorato, ormai disorientato e disilluso dal vostro silenzio: la chiediamo come inequivocabile scelta di campo, culturale e civile prima che politico-elettorale.
Analoga domanda la rivolgiamo a tutte le altre forze politiche che in passato si sono dette vicine a tali istanze e che, mentre si apprestano a presentarsi alla prossima tornata elettorale, sulle tematiche sopra esposte hanno scelto in questi giorni un ambiguo silenzio.
Accogliamo favorevolmente la risposta del Presidente Bertinotti alla lettera del Comitato Verità e Giustizia per Genova. Raccogliamo la disponibilità ad un incontro, da estendersi a tutte quelle realtà (partiti, associazioni, movimenti) per le quali il "caso Genova G8" va affrontato unitamente ai temi riguardanti le libertà civili, la trasparenza delle forze di polizia, il controllo democratico degli apparati di sicurezza.

primi firmatari:

Francesco “baro” Barilli (coordinatore www.reti-invisibili.net) e Italo Di Sabato (responsabile Osservatorio sulla Repressione PRC/SE), Haidi Gaggio Giuliani, Enrica Bartesaghi, Lorenzo Guadagnucci, Stefania Zuccari (madre di Renato Biagetti), Comitato Madri per Roma città aperta, Natascia Casu (figlia di Giuseppe Casu), Maria Iannucci (Associazione Familiari e amici di Fausto e Iaio), Patrizia Moretti (madre di Federico Aldrovandi), Lydia Franceschi (madre di Roberto Franceschi), Massimo Algarotti (comitato per Rumesh - Como), Don Vitaliano Della Sala, Alessandro Bernardi (resp. movimenti PRC/SE di Bologna), Tiziano Loreti (segr. provinciale PRC/SE di Bologna), Sergio Spina (capogruppo Provincia PRC/SE di Bologna), Marzia Mascagni (segreteria provinciale PRC/SE di Bologna), Chiara Di Stefano (GC di Bologna), Agostino Giordano (coordinatore provinciale GC di Bologna), Francesca Ruocco(esecutivo nazionale GC), Rossella Giordano (segreteria provinciale PRC/SE di Bologna), Orazio Sturniolo (resp. commissione scuola PRC/SE di Bologna), Valerio Marletta (Coordinatore prov gc Catania), Pierpaolo Montalto (Prc Catania), Maurizio Grosso (Movimento braccianti Catania), Anna Pizzo (consigliera regionale Lazio), Caterina Giovinazzo (Comitato Antifascista 18 giugno Torino), Ottominuti Associazione di promozione sociale Reggio Calabria, Danilo Barreca (Prc Reggio Calabria), Paolo Menaldi (Rap Molise)


per adesioni: miticobaro@alice.it
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ambiente Beni Comuni documenti: dalle discariche agli inceneritori, dalla padella alla brace
Postato da francesco il Tuesday, 22 January @ W. Europe Standard Time (435 letture)

Anonymous Scrivere "-          mondezza, dalle discariche agli inceneritori, dalla padella alla brace-
a cura di Paolo De Gregorio -21 gennaio 2008-
Torno sul problema termovalorizzatori perché mercoledì prossimo si voterà una mozione di sfiducia contro il ministro Pecoraro Scanio, reo di aver ostacolato la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, e dunque responsabile del disastro dei rifiuti.
Praticamente il governo Prodi può cadere su una difesa di principio dell’ambiente, della salute e del risparmio di  estrazione di materie prime.
Una cosa però occorre dire, la situazione sul campo è drammatica. La politica delle discariche e delle ecoballe da decenni ha nuociuto all’ambiente e alla salute degli abitanti, aggravata dai sotterramenti clandestini di rifiuti speciali provenienti dal nord Italia che hanno inquinato terra e falde acquifere, e la percezione delle popolazioni è quella che la scelta strategica dei termovalorizzatori sia il male minore.
Perché di questo si tratta: il governo deve avere una strategia per i rifiuti, e visto che qui abbiamo una emergenza che dura da 20 anni, il ministro Pecoraro doveva intervenire appena insediato con un proprio piano nazionale chiaro e coerente, prima che i sacchetti di immondizia cominciassero a bruciare per le strade.
Per i rifiuti ci sono solo due strade: o li bruci nei termovalorizzatori, magari quelli di ultima generazione, producendo oltre all’energia elettrica anche quantità enormi di Co2 e di rilascio di calore (tenendo presente che bruciano 24 ore su 24 a mille gradi di temperatura), e c’è il problema di stoccaggio delle ceneri tossiche (oltre il 20%) e quindi in un ordine di grandezza di migliaia di tonnellate al giorno che dovranno essere movimentate verso? (..l’ignoto), oppure scegli di organizzare scientificamente la raccolta differenziata totale.
La vera responsabilità di Pecoraro è quella di non aver decretato, legiferato, organizzato questa scelta strategica, che doveva essere spiegata in termini più generali, poiché la diminuzione di produzione Co2 è uno degli obblighi sottoscritti dall’Italia nel Trattato di Kyoto, e una politica del trattamento rifiuti, una volta abbandonate le discariche, non può essere quella di accendere inceneritori in tutta Italia.
La raccolta differenziata è una scelta strategica nazionale che deve comprendere la abolizione della tassa sui rifiuti, deve costruire collaborazione con i cittadini, la vendita alle imprese di carta, plastica, vetro, ferro, e la utilizzazione dell’umido per fertilizzanti (da affidare ai lombrichi) o per biogas.
Questa scelta ha bisogno solo di regole e organizzazione, ha bisogno di manodopera semplice che ritiri questo materiale porta a porta. Sparirebbero quegli orrendi cassonetti dalle strade, e i rifiuti non sarebbero più un affare per le ecomafie, l’ambiente non avrebbe alcun danno, anzi, le materie prime riciclate sarebbero un grande risparmio per l’ecosistema.
Ogni Comune dovrebbe organizzare lo smaltimento differenziato in maniera proporzionale alla sua produzione di rifiuti, nessun Tir deve più lasciare le zone industriali  per inquinare terreni, nessun treno deve partire al sud per la Germania carico di monnezza.
Pecoraro Scanio questo doveva spiegare e organizzare. non è stato all’altezza, il governo Prodi non lo ha aiutato e per Prodi la politica dei termovalorizzatori è giusta.
Sarebbe opportuno gridare che la scelta strategica delle raccolta “differenziata totale” può partire subito, mentre la scelta dei termovalorizzatori richiede anni, decine di miliardi di spesa e anche Roma e Firenze rischiano di rimanere sommerse dai rifiuti.
Personalmente faccio la raccolta differenziata al 100% e ho notato che l’umido  è una piccola frazione rispetto al secco e quindi potrebbe essere ritirato ogni due giorni. Faccio notare che da subito, anche senza aspettare impianti adeguati, se solo si separasse l’umido dal secco, quest’ultimo che costituisce la maggior parte del rifiuto potrebbe essere lasciato anche all’aperto perché non puzza, non rilascia percolato, non ha bisogno di isolamento del terreno.
Se si sceglie la strada dei termovalorizzatori che ingoiano tutto, e saranno in mano ai privati che inceneriscono per un tot a tonnellata, la differenziata e il riciclo diventeranno impossibili.
Paolo De Gregorio"


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precarietà documenti: consultazione precaria: del nostro futuro decidiamo noi
Postato da francesco il Monday, 01 October @ W. Europe Daylight Time (507 letture)

Siamo movimenti, sindacati di base, centri sociali, precari, migranti, seza casa, lavavetri, writers, senza diritti, invisibili. Ci aspettavamo che questo governo cominciasse a fare ciò che aveva promesso: cancellare la precarietà, abrogare la legge 30 del governo Berlusconi, garantire tutele e nuovi diritti.
Ci aspettavamo che al centro della politica italiana venissero messi i bisogni di milioni di persone, le vite precarie di chi non riesce ad arivare alle fine del mese, non riesce a pagare l'affitto, fa tre lavori per pagarsi le tasse universitarie, viene discriminato da leggi omofobe e razziste.
Il 23 luglio scorso governo, sindacati confederali, confindustria hanno firmato un protocollo d'intesa su welfare e pensioni, un'accordo che non argina la precarietà dilagante ma che invece la alimenta favorendo mercato e imprese. L' 8, 9 e 10 ottobre i sindacati confederali chiderennno ai pensionati e ai lavoratori dipendenti e in regola di esprimersi su quest'accordo, votando.
Noi lo renderemo possibile per tutti gli altri, per chi non è garantito, chi è in nero, chi è disoccupato, chi è invisibile. Dal 6 ottobre apriremo nelle città centinaia di seggi della consultazione precaria dove tutti e tutte potranno partecipare, votare, reclamare con un gesto semplice maggiori diritti e dire no alla precarietà.

                                                                                  Precari in consultazione

info e materiali sulla consultazione precaria all'indirizzo: http://www.consultazioneprecaria.org


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precarietà documenti: F.Caruso sul blog di Grillo: DOPO IL V-DAY, ORA ASSEDIAMO IL PARLAMENTO
Postato da francesco il Monday, 10 September @ W. Europe Daylight Time (557 letture)

Dopo lo straordinario successo del V-day, bisogna subito rilanciare la mobilitazione per evitare che resti una fiammata risucchiata dal teatrino politichese che già disquisisce su come etichettare, liquidare, strumentalizzare, sedare, ma comunque  controllare o reprimere questo moto di protesta sociale.
Tra alcune settimane il parlamento dovrà votare il pacchetto sulla precarietà, un provvedimento purtroppo in continuità con quella legge Biagi che, come hai avuto modo di scoprire anche tu, non si può nemmeno lontanamente criticare, senza per questo essere accusati di terrorismo.
Confindustria e il signor Montezemolo hanno già minacciato che quel pacchetto non si può e non si deve cambiare di una virgola: non vedono l'ora di aumentare i loro profitti ricattando e spremendo ancor di più i precari.
Per incidere sulle scelte di governo, c'è bisogno di radunarsi sotto i palazzi del potere, fargli sentire il fiato sul collo di un malessere sociale fatto dei mille volti diversi dello sfruttamento, della precarietà, della difficoltà di arrivare a fine mese.


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zapatismo e internazionalismo documenti: Dalle carceri israeliane, lettera di Marwan Barghouti al popolo palestinese
Postato da francesco il Friday, 22 June @ W. Europe Daylight Time (583 letture)


Dalla mia cella, piccola e buia, mi rivolgo al mio Grande Popolo:
1. Io condanno il golpe militare contro la legittima Autorità Palestinese e le sue istituzioni nella Striscia di Gaza.
2. considero gli eventi di Gaza una grave minaccia all’unità della patria e alla causa palestinese, una deviazione dalla scelta della resistenza e un sabotaggio al principio della condivisione nazionale.



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Diritti negati documenti: Autoriduciamo stipendi parlamentari: deputati nel panico per pdl Caruso-Acerbo
Postato da francesco il Friday, 01 June @ W. Europe Daylight Time (1218 letture)

Condividiamo totalmente l’intervento del compagno Massimiliano Smeriglio sui costi della politica pubblicato su Liberazione qualche giorno fa.
E’ ora che la sinistra radicale assuma con determinazione questa battaglia e la porti avanti dentro e fuori le aule del Parlamento. Smeriglio giustamente scrive che non dobbiamo correre "dietro ai pruriti neopopulisti", e lancia un invito che sottoscriviamo in pieno: "per non essere reticenti, facciamo noi, il PRC, una proposta di legge che ridimensioni stipendi e pensioni dei parlamentari, facciamola subito, così eviteremo di continuare a prendere lezioni di moralità da leader politici che ci hanno condotto in questo buco nero". A dire il vero una proposta in campo già c’è.



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precarietà documenti: L'ESTORSIONE DELLA PUMMAROLA: PM chiede 6 anni di carcere per Caruso
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (608 letture)

Nell'autunno del 2004, centinaia di attivisti dei centri sociali, del sindacalismo di base e dei movimenti dei disoccupati organizzano una manifestazione contro il carovita all'Ipercoop di Afragola. Striscioni, megafoni, volantini per dire basta all'impotenza e alla solitudine del carrello vuoto della spesa davanti agli scaffali sfavillanti dei supermercati, con i prezzi che crescono sempre e i redditi che non aumentano mai.
Vogliamo sconti e prezzi calmierati, è questa la rivendicazione sociale per contrastare il carovita, un'istanza che decliniamo in conflitto e autorganizzazione, così semplice e condivisibile che forse proprio per questo da reprimere senza esitazioni.
Alla fine siamo in 9 denunciati, colpevoli in quel dato contesto solo di essere tra i volti noti del conflitto sociale.


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Repressione lotte sociali documenti: appello contro l'utilizzo dell'aggravante dell'eversione
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (457 letture)

Facciamo appello a tutti i singoli e le forze politiche, culturali, dell'informazione che hanno a cuore le libertà civili e democratiche ad aderire all'appello seguente, che si esprime contro il ricorso all'aggravante dell'eversione dell'ordine democratico nel contesto di iniziative e mobilitazioni tese al riconoscimento di problematiche, e alla rivendicazione di diritti, a sfondo sociale.
Da oltre due anni la Procura di Bologna sta contestando a decine di studenti ed attivisti politici la commissione di reati con finalità di eversione dell'ordine democratico.



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carcere e reclusione documenti: Lettera dall'inferno.
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (6498 letture)

caro Francesco, ti scrivo dopo averti visto incatenato al cpt di Crotone per informarti dell'esistenza di alteri "lager" peggio dei cpt e per chiederti di batterti per la chiusura dell'opg di aversa.

Ho avuto la sfortuna di avere un proscioglimento a 2 anni e di essere sottoposto alla misura di sicurezza presso l'ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Reggio Emilia (il primo lager), e poi presso quello di Aversa (il secondo lager)
Vorrei da subito precisarti che l'opg di Aversa è una struttura fuorilegge, abusiva ed illegale.



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Movimenti sociali documenti: Appello contro lo sgombero del Laboratorio Diano di Salerno
Postato da francesco il Thursday, 15 February @ W. Europe Standard Time (761 letture)

Dopo 5 anni di attività sociali, culturali e politiche, il laboratorio Diana ha ricevuto dal comune di Salerno un'ordinanza di sgombero, entro 24 ore, per fantomatici lavori di ristrutturazione della struttura.
Questa decisione rischia di chiudere ogni spazio di trattativa e di confronto, provocando un muroo contro muro che impedisce qualsiasi soluzione politica.


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