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documenti: i torturatori di Genova sono innocenti, siamo noi i delinquenti
Postato da francesco il Thursday, 17 July @ W. Europe Daylight Time (561 letture)
Mi sembra ridicolo e fuori luogo il mettere i voti e il distribuire le pagelle ai magistrati di Genova da parte di vari esponenti politici anche della disastrata sinistra: la storia del g8 di Genova non la si scrive nelle aule dei tribunali, quei tribunali che assolvono i torturatori della Bolzaneto e condannano 24 manifestanti, la storia del G8 è inscritta nella memoria collettiva dei movimenti, delle centinaia di migliaia di persone che hanno esercitato in quei giorni il diritto a manifestare, a sognare e a lottare contro le ingiustizie del nostro mondo, che hanno visto e subito sulla propria pelle la repressione cieca delle cariche selvagge, dei pestaggi, dei proiettili deviati dai calcinacci, dell'uso dei gas lacrimogeni definiti illegali dalla convenzione di Ginevra.
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documenti: ancora un rinvio per il processo di Terlizzi
Postato da francesco il Saturday, 28 June @ W. Europe Daylight Time (3653 letture)
Per lo sciopero dei penalisti del foro di Trani, è stata rinviata l'udienza in cui i giudici avrebbero dovuto emettere la sentenza nel processo sui fatti accaduti il 19 agosto del 2002 a Terlizzi, quando, all'ex governatore pugliese Raffaele Fitto, oggi Ministro per i rapporti con le Regioni, fu impedito di entrare nel centro di “Casa Betania” per illustrare le ragioni del ridimensionamento dell'ospedale “Michele Sarcone”, che attende ancora oggi di tornare alla completa funzionalità, nonostante i numerosi interventi di ristrutturazione e la recente inaugurazione del reparto di Medicina Fetale.
Sette imputati, tra cui l'allora ex-leader del movimento no global Francesco Caruso (che per l'occasione era perciò presente al Congresso cittadino di Rifondazione Comunista): Francesco Saverio Caruso, per l'appunto, ritenuto esponente di rilievo della frangia «Disobbedienti» dei «NoGlobal» su cui tracce c'era già la Digos a causa della manifestazione svolta poche ore prima ad Adelfia per il centro sociale autogestito «Coppolarossa» , i terlizzesi Gaetano Malerba e Michele De Palma, attuali consiglieri comunali di Terlizzi di Rifondazione Comunista, Francesco Pollio, Filippo Tangaro, Domenico Zero, insieme a Giuseppe Valerio, di Bitonto. Secondo l'accusa avrebbero bloccato l'auto del presidente della giunta regionale impedendo l'accesso nella struttura ecclesiastica con minacce e atti violenti. Le sette persone avrebbero anche lanciato degli oggetti contro l'auto e qualcuno si sarebbe posto davanti l'Alfa del governatore, impedendogli di fatto di scendere dall'auto.
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iniziative: incontro dei movimenti disoccupati contro la repressione
Postato da francesco il Tuesday, 06 May @ W. Europe Daylight Time (6307 letture)
NO ALLA REPRESSIONE CONTRO I MOVIMENTI
I disoccupati organizzati Banchi Nuovi di Napoli e provincia, intendono denunciare il clima di crescente repressione con cui lo stato e le sue istituzioni stanno rispondendo alla lotta per l'occupazione e/o il reddito in questa città.
Sono, ormai, decine i procedimenti giudiziari e le condanne penali, già confermate in appello, che pendono sulla testa di tanti disoccupati. A questi procedimenti giudiziari si sono aggiunti, ultimamente, ulteriori "atti amministrativi" con multe di decine di migliaia di euro che per i disoccupati colpiti, oltre al già avvenuto pignoramento delle proprie auto, significheranno la perdita di quel miserabile reddito di formazione che è il solo risultato finora ottenuto dopo anni di mobilitazioni. A rendere il clima ancora più pesante ci sono gli ammonimenti ed i richiami da parte della questura con interdizioni agli stessi disoccupati coinvolti di continuare a partecipare alle iniziative di lotta.
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documenti: Appello: Non dimenticare Genova
Postato da francesco il Saturday, 22 March @ W. Europe Standard Time (470 letture)
Anonymous Scrivere "L’Unione, ormai archiviato schieramento del centrosinistra che vinse le elezioni nel 2006, proponeva nel suo programma la costituzione di una commissione parlamentare sui fatti di Genova. Il documento elettorale si spingeva oltre, obbligandosi alla "definizione di regole per migliorare la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine nel corso delle operazioni di ordine pubblico, per una maggiore efficacia e trasparenza di queste attività". E’ noto che questi impegni non sono stati rispettati, per il crearsi di condizioni politiche che ora non vogliamo rivangare. Appare però paradossale che essi non siano presenti oggi nelle 14 priorità della Sinistra Arcobaleno, apparendo unicamente (peraltro solo come fugace accenno) nel programma esteso, come rilevato anche dal Comitato Verità e Giustizia per Genova nella propria lettera al presidente Bertinotti. Paradossale in quanto si pensava che il nuovo soggetto politico della sinistra, grazie alla sua autonomia e non dovendo più sottostare a compromessi con forze meno interessate a tali tematiche, potesse permettersi uno slancio diverso e maggiore coraggio; al contrario abbiamo assistito ad un passo indietro. Siamo consapevoli dei limiti imposti da una campagna elettorale inattesa e condotta inevitabilmente in tempi ristretti. Questo può spiegare – ma non giustificare – l’assenza della “questione Genova” dai punti prioritari della Sinistra Arcobaleno; contemporaneamente rileviamo che Genova non è sparita “solo” dall’agenda delle urgenze, ma in generale dalla discussione interna alla sinistra che si appresta a chiedere il voto alle prossime elezioni. E a poco serve rilevare oggi, in occasione della richiesta di condanna avanzata dai pm per 44 imputati nel processo su Bolzaneto, i commenti di alcuni esponenti della sinistra. Troppo poco: la rimozione del G8 genovese sembra un’onda lenta ma inesorabile; dopo aver attraversato il Paese ha investito pure la neonata sinistra unita. I procedimenti giudiziari che su Genova stanno arrivando a conclusione sono sicuramente importanti, ma nulla centrano con la definizione di quelle vicende sul piano delle garanzie costituzionali e dei diritti. In Italia la magistratura è stata spesso criticata per presunte ingerenze nella politica, salvo poi delegarle una ricerca “miracolosa” della verità su questioni che la politica non sa o non vuole affrontare. Genova non fa eccezione a questa regola; anzi, ne è esempio paradigmatico. Negli ultimi mesi le voci uscite dalle aule dei tribunali sono state sempre più alte e inquietanti. Abbiamo rivissuto l’indegna perquisizione della Diaz, le minacce e le vessazioni (fisiche e psicologiche) subite dai fermati a Bolzaneto, abbiamo visto sancita come ingiustificata la carica ai manifestanti di via Tolemaide, il ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire alcune persone ferite negli scontri. Purtroppo sulla morte di Carlo Giuliani anche la magistratura si è uniformata alla “grande rimozione” di Genova, archiviando il procedimento, ferma restando l’attesa per il ricorso presentato dalla famiglia alla Corte Europea di Strasburgo. Di fronte a queste voci – come detto, e nonostante i molti anni passati dal luglio 2001, sempre più forti – è stato stridente il contrasto con il silenzio opposto dalla politica, fino ad arrivare alla sensazione che persino la sinistra guardi ad altro come priorità. In questi sette anni l’abbiamo capito: le forze di polizia non sono interessate a rapportarsi autonomamente coi propri errori. Non credevamo però che la politica avesse introiettato questa situazione come un dato di fatto immutabile, senza considerarne le conseguenze future o quelle già evidenti nei sette anni successivi il luglio genovese. Oltre allo stucchevole elenco dei funzionari promossi, in assoluta e trasversale continuità fra i due governi succedutisi dal 2001 ad oggi e che abbiamo più volte condannato, abbiamo assistito ad altri fatti inquietanti. Da un censimento avviato circa un anno fa, sono circa 11.500 le persone che sono oggi sottoposte a procedimento penale per lotte sociali. La casistica è piuttosto varia sia considerando le iniziative incriminate che le fattispecie penali individuate dagli inquirenti, ma esiste un filo che unisce tutte queste vicende: la volontà, inaccettabile per uno Stato Democratico, di delegare al diritto e alla magistratura penale la soluzione di problemi sociali e politici importanti e complessi. Tutto questo senza pensare a casi eclatanti, che peraltro escono dalla sfera delle lotte sociali, per integrarsi comunque con quella relativa al controllo dell’operato delle forze dell’ordine (pensiamo a Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman) e della polizia penitenziaria (due esempi per tutti il caso di Aldo Bianzino e quello di Marcello Lonzi). E non è certo tranquillizzante la corsa di molti partiti a candidare per le prossime elezioni esponenti delle forze di polizia, solleticando in modo acritico e populista l’ansia securitaria di settori dell’elettorato. Nel 2001 le garanzie costituzionali furono calpestate, ma a sette anni di distanza l’eco di quelle violazioni non solleva alcun dibattito politico, riuscendo a malapena a bucare il silenzio dei media. La Repubblica per Bolzaneto ha parlato di “girone infernale”; La Stampa di “Guantanamo italiana”. Sulla Diaz è ormai divenuta celebre la definizione dell’allora vicequestore Michelangelo Fournier: “una macelleria messicana”. Secondo Amnesty International durante il G8 2001 si è verificata “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”. Non possiamo rimanere in silenzio e lasciare la storia di Genova solo alle aule di tribunale.
Noi siamo ancora a chiedere: - l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti avvenuti nel 2001, durante il vertice G8 di Genova (dalle cariche ai manifestanti alla morte di Carlo Giuliani, dalla Diaz a Bolzaneto) e, precedentemente, il Global Forum di Napoli; - la definizione di regole per consentire la riconoscibilità degli operatori delle forze dell'ordine; - il varo di una legge che preveda il reato di tortura; - l’istituzione di un organismo “terzo” che vigili sull’operato dei corpi di polizia; - l’aggiornamento professionale delle forze dell'ordine circa i principi della nonviolenza; - l’impegno alla esclusione dell'utilizzo nei servizi di ordine pubblico di sostanze chimiche incapacitanti e l'impegno circa una moratoria nell'utilizzo dei GAS CS; Ma, soprattutto, chiediamo al candidato premier della Sinistra Arcobaleno, e ai segretari dei 4 partiti coalizzatisi in essa, di dire chiaramente se queste istanze, peraltro solo sinteticamente riportate e a cui potrebbero sommarsi altre, siano ancora prioritarie per l’autodefinitasi forza unitaria della sinistra. Precisiamo che questa parola di chiarezza non la chiediamo solo oggi, né ci basterebbe venisse espressa col solo intento di recuperare una parte di potenziale elettorato, ormai disorientato e disilluso dal vostro silenzio: la chiediamo come inequivocabile scelta di campo, culturale e civile prima che politico-elettorale. Analoga domanda la rivolgiamo a tutte le altre forze politiche che in passato si sono dette vicine a tali istanze e che, mentre si apprestano a presentarsi alla prossima tornata elettorale, sulle tematiche sopra esposte hanno scelto in questi giorni un ambiguo silenzio. Accogliamo favorevolmente la risposta del Presidente Bertinotti alla lettera del Comitato Verità e Giustizia per Genova. Raccogliamo la disponibilità ad un incontro, da estendersi a tutte quelle realtà (partiti, associazioni, movimenti) per le quali il "caso Genova G8" va affrontato unitamente ai temi riguardanti le libertà civili, la trasparenza delle forze di polizia, il controllo democratico degli apparati di sicurezza.
primi firmatari:
Francesco “baro” Barilli (coordinatore www.reti-invisibili.net) e Italo Di Sabato (responsabile Osservatorio sulla Repressione PRC/SE), Haidi Gaggio Giuliani, Enrica Bartesaghi, Lorenzo Guadagnucci, Stefania Zuccari (madre di Renato Biagetti), Comitato Madri per Roma città aperta, Natascia Casu (figlia di Giuseppe Casu), Maria Iannucci (Associazione Familiari e amici di Fausto e Iaio), Patrizia Moretti (madre di Federico Aldrovandi), Lydia Franceschi (madre di Roberto Franceschi), Massimo Algarotti (comitato per Rumesh - Como), Don Vitaliano Della Sala, Alessandro Bernardi (resp. movimenti PRC/SE di Bologna), Tiziano Loreti (segr. provinciale PRC/SE di Bologna), Sergio Spina (capogruppo Provincia PRC/SE di Bologna), Marzia Mascagni (segreteria provinciale PRC/SE di Bologna), Chiara Di Stefano (GC di Bologna), Agostino Giordano (coordinatore provinciale GC di Bologna), Francesca Ruocco(esecutivo nazionale GC), Rossella Giordano (segreteria provinciale PRC/SE di Bologna), Orazio Sturniolo (resp. commissione scuola PRC/SE di Bologna), Valerio Marletta (Coordinatore prov gc Catania), Pierpaolo Montalto (Prc Catania), Maurizio Grosso (Movimento braccianti Catania), Anna Pizzo (consigliera regionale Lazio), Caterina Giovinazzo (Comitato Antifascista 18 giugno Torino), Ottominuti Associazione di promozione sociale Reggio Calabria, Danilo Barreca (Prc Reggio Calabria), Paolo Menaldi (Rap Molise)
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comunicati: Caro Bondi, sono 9000 i processi politici in Italia
Postato da francesco il Friday, 22 February @ W. Europe Standard Time (433 letture)
I detenuti e i perseguitati politici sono coloro i quali finiscono in carcere per le proprie idee nel cuore e non per i propri soldi nel portafoglio, per le battaglie contro il potere, non per il potere. La differenza è abissale: chi finisce sotto processo o in galera per tangenti, mafia, corruzione, è un delinquente politico, non un perseguitato. Le parole di Sandro Bondi fanno rivoltare nella tomba Sandro Petrini, i fratelli Rosselli e i tanti antifascisti che hanno subito sulla propria pelle i veri processi politici, andando incontro al confino, al carcere, all'esilio per i nobili ideali della democrazia e della libertà, non certo questi quattro mascalzoni accusati di mettersi in tasca tangenti o bustarelle. Oggi ci sono 9000 attivisti dei movimenti sotto processo e rischiano la galera non per collusione con la mafia, per tangenti o corruzione, ma per aver cercato di fermare i treni carichi di armi, picchettato le case degli anziani sotto sfratto, lottato insieme ai precari e ai disoccupati per un reddito garantito, cercato di difendere il propro territorio dalle devastazioni ambientali: questi sono gli unici processi politici in Italia ed io, a differenza dei Mastella e dei Cuffaro, personalmente sono orgoglioso di essere tra questi, tra coloro i quali devono rispondere di queste accuse in tribunale che testimoniano il mio impegno al fianco degli ultimi, delle sofferenze e del disagio sociale.
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iniziative: campagna elettorale=repressione per i movimenti?
Postato da francesco il Monday, 18 February @ W. Europe Standard Time (491 letture)
Cosa succede in città ?
In un quadro politico che si sta riformando, all'alba di una nuova campagna elettorale, assistiamo a un incremento del clima repressivo attuato dalle forze dell'ordine e da certi personaggi, come l'ispettore Cardona, di dubbia provenienza. Dalla decisione di chiudere le attività artistiche del Rialto Occupato, alle cariche avvenute in Campidoglio mentre i movimenti rivendicavano una casa e contestavano le forme di approvazione del nuovo piano regolatore che di fatto, così come è stato approvato, regala milioni di metri cubi ai costruttori, all'irruzione della P.S. San Lorenzo in via dei Volsci per fare togliere agli attivisti del 32 un manifesto che denunciava la politica di Berlusconi e Casini, esortando la città di Roma ad alzare la testa e a continuare la lotta, al tentato arresto di una compagna di Action durante il corteo delle donne convocato in seguito ai fatti di Napoli e alle continue minacce durante quel corteo delle forze dell'ordine che seguitavano a dire alle attiviste di Action: "tanto vi verremo a prendere sotto casa". Riteniamo che l'inasprimento della repressione adottata dalle forze dell'ordine nei confronti dei movimenti subisce anche la pressione di una campagna elettorale che vorrebbe da subito incoronare un pensiero di destra in cui i problemi sociali vengono vissuti come problemi di ordine pubblico, in cui i movimenti che da sempre in questa città hanno dettato l'agenda politica vengono marchiati come attori criminali della società. E se ciò non bastasse, la Questura invia ad Andrea Alzetta (detto Tarzan) una misura restrittiva di diffida che lo definisce "persona dedita a commettere reati..." obbligandolo a cambiare condotta di vita, cioè ad astenersi dall'organizzare o partecipare a manifestazioni altrimenti verrà sanzionato con la sorvegianza speciale, in base ad una legge del 1956. La realtà invece è ben differente: poiché Andrea Alzetta, così come tutte gli attivisti coinvolti in questa persecuzione, è dedito a portare un cambiamento nella società, un cambiamento in cui gli ultimi, la società civile dal basso possano avere uno spazio di democrazia nel quale rivendicare i loro esigibili diritti.
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comunicati: corteo a Cosenza: un successone
Postato da francesco il Sunday, 03 February @ W. Europe Standard Time (446 letture)
COMUNICATO STAMPA Assolutamente un successone.
Non potremmo definire altrimenti la manifestazione nazionale di sabato, non potrebbe passare diversamente agli archivi della memoria nostra e della città tutta.
Chi, dal basso o dall’alto, ha pensato bene di provare a gettare discredito sul risultato ottenuto dal movimento dei movimenti, sceso festosamente in piazza, lo ha fatto certo non per amor di cronaca o di responsabilità ma perché, i pennivendoli cosentini tutti, assolutamente funzionali alla realizzazione dei piani criminosi che si perpetrano in questa città, non possono certo tradire le aspettative dei loro finanziatori/fiancheggiatori occulti, spesso i soggetti contro i quali, il movimento cosentino si scaglia nel combattere le sue battaglie per le libertà e la giustizia sociale.
Ridurre ad una mera questione numerica la portata della giornata di ieri, ricorda il tentativo di qualcuno di voler definire sovversione la presa di coscienza di tanti e tante che ancora, vogliono credere e vogliono lottare per rendere il mondo un qualcosa di diverso; pubblicare di negozi chiusi e commercianti trincerati dietro sbarre, è ammettere candidamente della faziosità che contraddistingue le redazioni cittadine; provare a riesumare simboli e frasi che Cosenza non ha mai conosciuto, sa semplicemente di barzelletta fuori tempo.
E ieri si è scesi in piazza per ribadire questo: Cosenza è una città viva, poco incline a subire passivamente strumentalizzazioni di sorta, solidale e schierata al fianco dei suoi figli perseguitati da un teorema visionario, un romanzo, un qualcosa che insomma tutto è, tranne che un impianto accusatorio presentato per come la legge dispone ovvero basato su delle prove certe.
Dunque, si riparte dalla piazza, piazza Zumbini per l’esattezza, piazza scelta non a caso: dice Voltaire, che per misurare il grado di democrazia d’un popolo, basterebbe fare un giro nelle sue carceri; crediamo noi, che altro strumento per tastare il polso al grado di democraticità d’una nazione, sia indagarsi su quante morti bianche vi occorrano ogni anno… Proprio per voler dare luce a questo dolente tasto, è stato scelto il monumento ai caduti sul lavoro per far da sfondo al concentramento dei manifestanti, una sirena da “inizio turno” per scandirne la partenza.
Già la massiccia partecipazione alle iniziative d’avvicinamento alla data di sabato, ci aveva confortato e non poco, donandoci ottimismo nell’immaginare del corteo.
Ma la sete di partecipazione di Cosenza, ieri, ha stupito anche noi, ed in specie quando il serpentone s’è inerpicato tra le strade del centro storico, fredde ed ammuffite mura ma abitate da gente col cuore grande.
Questo è il dato che ci interessa analizzare e rilanciare: la gente non ha mai smesso di credere e d’essere cosciente che è la partecipazione l’unico strumento di cui dispone per far sentire la sua voce ed anche se cittadini in una terra martoriata ed erosa nelle sue viscere dal malaffare, nella quale ogni tentativo di creare una rete permanente promossa da chi non vuole piegarsi a queste logiche di prevaricazione viene immediatamente ostraciato da questure, procure e scagnozzi vari, anche loro, i signorotti detentori dei poteri forti, tremano dinnanzi ad una partecipazione viva come quella di sabato, mossa sulla scia dell’indignazione provocata dal loro atteggiarsi in città.
Sosteniamo dunque, essere l’incontro il momento dal quale far emergere la voglia di cambiamento mostrata ieri dai cosentini.
Incontro e confronto, quali reazioni genuine da contrapporre alle illiberali coercizioni che s’abbattono quotidianamente sulle nostre vite.
Incontro e confronto che, proprio perché uniche armi in mano nostra, dovranno avvenire come sempre alla luce del sole.
Rilanciamo dunque, come nelle giornate di preparazione del corteo, l’idea di far ruotare il dissenso e la voglia di sovvertire alle dinamiche che ci vorrebbero perdenti, attorno al chiosco comunale sito in piazza XI settembre, cui chiederemo il prolungamento della concessione. Che diventi il punto di raccolta del malcontento d’ogni cittadino, che diventi il punto di partenza per la costruzione d’una nuova città vivibile. Che faccia circolare non solo appelli di solidarietà a chi si trova sotto processo, ma anche a chi nei territori lotta per non farsi schiacciare da logiche che impongono il malaffare prima della dignità della popolazione. Intanto ricordiamo che lunedì 4 febbraio, nell'aula di Corte d'Assise riprenderà il processo con le arringhe della difesa, certi che il collegio difensivo non incontrerà nessuna difficoltà a rendere, agli occhi della Corte, semplicistiche le accuse mosse dal Fiordaliso.
Cosenza, domenica 3 febbraio 2008 COORDINAMENTO LIBERITUTTI www.cosenza2febbraio.org liberitutti@inventati.org
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racconti: Da Genova a Cosenza, riprende la stagione dei processi politici
Postato da francesco il Friday, 07 December @ W. Europe Standard Time (516 letture)
La variabilità soggettiva del tempo e la limitezza dello spazio sono un macigno che ti pesa e ti affossa appena apri gli occhi e ti metti in cammino. 7 passi all'andata, 7 passi al ritorno, una, due, cento volte, in attesa del brodino nero che qui chiamano caffè. Ti aggrappi a tutto per sfuggire e combattere la solitudine della cella d'isolamento, ma lo scarafaggio che arranca faticosamente sullo sgabello non è certo di buona compagnia. Ricominci, 7 passi avanti, 7 passi indietro, una, due, cento volte. Ti manca l'aria, la testa gira e si annebbia, come sulla cima del monte Bianco, ma qui non c'è nessuna bombola di ossigeno che ti può restituire la lucidità e lo spaziare libero del tuo guardare, no, il mondo qui, ora, è tutto sbarre e cancelli, un tavolino, uno sgabello arrugginito e quel lurido letto dove buttarsi per riprendere i sensi e contare i minuti che sembrano ore e le ore che sembrano giorni. Dopo un pò ti rialzi e ricominci, sette passi avanti, sette passi indietro.
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iniziative: tutti a genova il 17 novembre
Postato da francesco il Sunday, 04 November @ W. Europe Standard Time (425 letture)
Anonymous Scrivere "LIBERATE GENOVA….. VOGLIONO SEPPELLIRE LE VITE DI 25 PERSONE…225 ANNI.. 17 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE…LIBERATE GENOVA
Dopo l’ennesimo insulto rivolto a tutto il movimento a seguito della mancata approvazione della commissione parlamentare sui fatti di Genova, dopo le motivazioni con le quali si vogliono seppellire le vite di 25 persone è doveroso per tutti noi aderire all’appello e organizzare la partecipazione alla manifestazione del 17 novembre………… LIBERATE GENOVA Facciamo appello a tutti e tutte coloro che erano a Genova il 19, 20,21 luglio 2001. Ci rivolgiamo a tutti quelli che oggi lottano contro le guerre e la precarietà, contro la devastazione del territorio e dei beni comuni. A chi si batte nell’università, sui posti di lavoro e nei quartieri contro lo sfruttamento. A chi combatte l’aberrazione dei centri di detenzione per migranti. A chi non ha mai rinunciato a sognare un mondo diverso. I pm Canepa e Canciani hanno richiesto 224 anni di carcere per i 25 manifestanti la cui unica colpa è quella di essere stati a Genova a contestare il G8 in quei giorni. Questa richiesta getta la maschera su che tipo di giustizia si vorrebbe imporre. Quella che assolve sempre il potere per i suoi crimini, e colpisce con la violenza, con l’omicidio come nel caso di Carlo Giuliani, con il carcere chi osa disobbedire e ribellarsi. Questa vergognosa richiesta è semplicemente inaccettabile.L’obiettivo vero di questo processo è riscrivere la storia, stravolgendola, perché essa mette in difficoltà il potere. Ci parla, la nostra storia, di coraggio nello sfidare tutti insieme i potenti del G8 che decidono guerre e massacri. Ci parla di disobbedienza alle leggi ingiuste, ai divieti a esprimere il dissenso, come quando Genova fu trasformata in una enorme zona militarizzata e sottratta alla democrazia. Ci parla, la storia che questi pm vorrebbero seppellire con due secoli di carcere a chi manifestava, delle torture a Bolzaneto, delle cariche e dei pestaggi nelle strade, del massacro della Diaz compiti dalle forze dell’ordine. Dell’unico capo della polizia, che comandava tutte le operazioni di Genova promosso direttamente a membro di governo. Ci rivolgiamo a tutti perché il vero obiettivo di questo processo è quello di colpire i movimenti di oggi e quelli di domani. Noi, primi firmatari dell’appello «Quelli di via Tolemaide»,proponiamo a tutti, di tornare a Genova il prossimo 17 novembre, per ribadire insieme che la verità non si cancella, né con la violenza, né con il carcere. Per gridare insieme che vogliamo la libertà di coloro che stanno pagando per una colpa che tutti abbiamo, quella di esserci ribellati all’ingiustizia. Chiediamo a tutti di mobilitarsi, di riempire quelle strade che il potere teme così tanto da ricorrere al terrore per tentare di tenerle vuote e mute. Chiediamo anche a quelli che allora non c’erano di venire, perché il futuro è ciò che ci costruiamo ora. A chi era a Genova e ora siede in cariche istituzionali o di partito, chiediamo di farsi garante pubblicamente perché siano garantiti i treni per chi vuole manifestare, e le stazioni non siano militarizzate. Invitiamo tutti alla grande manifestazione che ribadirà che disobbedire è giusto di fronte a un mondo come questo, che il diritto a resistere esercitato a Genova è stato sacrosanto e naturale, che tutti gli imputati devono essereliberati dalla spada di damocle dei processi politici condotti contro i movimenti. Partiremo alle ore 15.00 sabato 17 novembre dalla Comunità di San Benedetto al Porto, Marina di Genova, per giungere in Piazza DeFerrari, il luogo dove il G8 ha tenuto il suo vertice insaguinato di allora. "
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comunicati: uduer e idv votano con la destra contro commissione inchiesta g8
Postato da francesco il Tuesday, 30 October @ W. Europe Standard Time (570 letture)
Sono Profondamente indignato per il voto contrario di IDV e UDEUR sulla commissione d'inchiesta sul g8. L'ipocrisia di questi squallidi personaggi che prima delle elezioni sottoscrivono un programma e poi una volta eletti fanno esattamente il contrario di quanto promesso, non fa altro che allontanare la fiducia nel parlamento e nelle istituzioni da parte di chi chiede semplicemente di approfondire e conoscere la verità sulle responsabilità politiche rispetto a quel buco nero della democrazia apertosi durante i giorni del g8 a Genova. Speriamo di trovar presto un occasione per una ritorsione politica contro questi squallidi personaggi che pretendono addirittua di dare lezioni sul comportamento istituzionale o addirittura la moralità politica. In tal caso non si tratta di affossare questo o quel punto del programma, ma di colpire e intralciare in modo diretto l'unico valore in cui credono: i loro egoistici interessi.
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Rassegna stampa: giustizia e povertà
Postato da francesco il Friday, 12 October @ W. Europe Daylight Time (647 letture)
La condanna a 3 anni e 4 mesi, con l’accusa di estorsione ad otto militanti dei comitati della IV settimana, ha suscitato interesse mediatico solo perché tra questi vi è Francesco Caruso, oggi parlamentare del PRC. Eppure questa condanna solleva questioni di importanza generale. Il fatto è noto. I comitati IV settimana, nati per evidenziare le difficoltà delle famiglie italiane ad arrivare a fine mese, organizzano, nell’ottobre 2004, una giornata di protesta. Una manifestazione di circa 300 persone, tutte a volto scoperto, pacificamente e serenamente, organizza la protesta dinnanzi all’Ipercoop di Afragola, distribuisce volantini tra i clienti, parla con la direzione, pone il problema dei prezzi. La direzione, dopo l’incontro con la delegazione di manifestanti, distribuisce tra i clienti in fila alcuni pacchi di generi alimentari per un valore di 350 euro. Nessuno dei manifestanti ha tratto beneficio da questa distribuzione.
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G8: alla scuola Diaz i poliiotti innocenti, siamo solo noi i delinquenti
Postato da francesco il Monday, 09 July @ W. Europe Daylight Time (536 letture)
Dopo la sparizione delle molotov dal superblindato ufficio reperti del tribunale di Genova, dopo le pesanti dichiarazioni di Fourier sulle violenze alla scuola Diaz, ora arrivano le trascrizioni delle telefonate al 113. Tuttavia tutti i poliziotti sotto inchiesta per le violenze al g8 di Genova e alla scuola Diaz verranno presto prosciolti dalle gravi accuse che pendono su di loro per la prescrizione dei reati loro contestati. Sono passati 6 anni da allora e non si è riusciti ad arrivare nemmeno ad una sentenza di primo grado.
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comunicati: il g8 e il prossimo capo della polizia: la storia è sempre uguale
Postato da francesco il Friday, 29 June @ W. Europe Daylight Time (439 letture)
De Gennaro aveva il dovere di dimettersi dopo le drammatiche giornate di Genova, ma all'epoca il governo non mosse un dito in merito a questo atto pur minimo di buonsenso. Nessuno ha avuto il coraggio, neanche Prodi, di rimuovere De Gennaro che va via semplicemente per la scadenza naturale del suo mandato di sette anni, un avvicendamento non formalizzato dalla legge, ma da una consuetudine istituzionale. Per questo c'e' poco da felicitarsi per l'avvicendamento di De Gennaro anche perche' l'eventuale nomina di Manganelli, suo braccio destro, non farebbe altro che segnalare ancora una volta come i responsabili della feroce repressione del g8 di Genova, invece di essere puniti, vengono ancora una volta promossi.
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| Thursday, 17 July | | · | i torturatori di Genova sono innocenti, siamo noi i delinquenti |
| Saturday, 28 June | | · | ancora un rinvio per il processo di Terlizzi |
| Saturday, 10 May | | · | Presidio tribunale Bologna per udienza processo associazione sovversiva |
| Tuesday, 06 May | | · | incontro dei movimenti disoccupati contro la repressione |
| Friday, 25 April | | · | Processo Sud Ribelle: siamo stati tutti assolti! |
| Saturday, 22 March | | · | Appello: Non dimenticare Genova |
| Friday, 22 February | | · | Caro Bondi, sono 9000 i processi politici in Italia |
| Monday, 18 February | | · | campagna elettorale=repressione per i movimenti? |
| Sunday, 03 February | | · | corteo a Cosenza: un successone |
| Friday, 25 January | | · | Processo Sud ribelle: chiesti 50 anni, 6 anni a Caruso |
| Friday, 07 December | | · | Da Genova a Cosenza, riprende la stagione dei processi politici |
| Sunday, 04 November | | · | tutti a genova il 17 novembre |
| Tuesday, 30 October | | · | uduer e idv votano con la destra contro commissione inchiesta g8 |
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| Monday, 09 July | | · | G8: alla scuola Diaz i poliiotti innocenti, siamo solo noi i delinquenti |
| Friday, 29 June | | · | il g8 e il prossimo capo della polizia: la storia è sempre uguale |
| Saturday, 26 May | | · | Terrorismo: si al giorno della memoria. Solo Caruso vota contro |
| · | appello contro l'utilizzo dell'aggravante dell'eversione |
| Tuesday, 23 January | | · | Scomparse le molotov dal tribunale di Genova, ricompaiono a Montecitorio |
| Thursday, 14 December | | · | Caruso al ministro: chi ha mandato in coma il tifoso del Napoli? |
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