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tratto da "Maledetta
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ALTROSUD - il blog di Francesco Caruso: carcere e reclusione

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carcere e reclusione documenti: Otegi Askatu! Otegi finalmente libero!
Postato da francesco il Tuesday, 02 September @ W. Europe Daylight Time (3594 letture)

Politicamente, devo dire che quindici mesi fa entrai in prigione, mi  portarono in questa prigione, ed allora in questo paese c'era, come  moltissimi anni fa, un problema politico. Quel problema continua ad essere  reale, è un problema che non si è risolto ed io considero personalmente che si risolverà solo attraverso il dialogo e la negoziazione. Ed attraverso il  dialogo e la negoziazione questo paese deve conoscere un scenario di pace e  democrazia che gli permetta di decidere il suo futuro e, contemporaneamente,  dentro quel processo, liberare tutti i prigionieri e le prigioniere politici  baschi. Quello sarà il mio lavoro.

Arnaldo Otegi, ex portavoce di Batasuna, all'uscita del carcere di Martutene dopo 15 mesi di detenzione. 30 agosto 2008.


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carcere e reclusione documenti: Lettera ad Ottaviano Del Turco nella prigione di Sulmona
Postato da francesco il Friday, 08 August @ W. Europe Daylight Time (4028 letture)

Gentilissimo Ottaviano Gramsci Del Turco,
mi permetto di disturbarLa semplicemente per chiederLe di intercedere presso la pleteora di politicanti, parlamentari e portaborse che da giorni si recano in pellegrinaggio presso la Sua cella per esprimerLe solidarietà e vicinanza in questo momento difficile della Sua vita, affinchè li esorti a volgere anche solo per un breve istante lo sguardo al di là dei salotti e dei fasti luccicanti della casta.


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carcere e reclusione comunicati: Gioire e non mugugnare per chi esce dal 41 Bis
Postato da francesco il Sunday, 06 July @ W. Europe Daylight Time (3655 letture)

Quando tirano fuori un anziano uomo da uno stato di isolamento totale e di tortura bianca, io non posso che felicitarmi.
Le 37 declassificazioni dal 41 bis avvenute negli ultimi sei mesi per altrettanti boss mafiosi dovrebbero far gioire quelli che Leonardo Sciascia definì i professionisti dell'antimafia, ma l'ipocrisia non conosce confini.
Questi provvedimenti di declassificazione certificano la rottura totale dei rapporti tra il detenuto e il suo sodalizio criminale: era appunto questa la ratio di una legge eccezionale - il cosiddetto 41 bis -  che, pur di raggiungere tale obiettivo, ha autorizzato di fatto la sistematica sospensione delle garanzie e dei principi elementari dei diritti dell'uomo.
Ma una volta che gli organi preposti certificano il raggiungimento dello scopo, i paladini dell'ipocrisia antimafia invece di giore, mugugnano.
La magistratura di sorveglianza piuttosto che un covo di garantisti, è sempre stata un muro di gomma contro il quale migliaia di detenuti sbattono la testa nella speranza di  aprire uno spiraglio di libertà nella loro vita. Ma l'ipocrisia e la cecità dei professionisti dell'antimafia è ancor più pesante dell'ottusaggine della sorveglianza: detenuti che hanno ormai anche ottant'anni, sepolti vivi da circa venti anni in isolamento totale, con sodalizi e famiglie sterminate dalle guerre di successione, non controllano un bel niente se non la loro vita agli sgoccioli.
Eppure gli insaziabili professionisti dell'antimafia gridano allo scandalo, ma bisognerebbe ricordare a lor signori che la declassificazione non comporta altro che il passaggio dal 41 bis ai reparti speciali EIV (Elevato Indice di Sorveglianza), regime di carcere duro che a volte è anche peggio del 41 bis, non foss'altro per la mancanza di una norma giuridica che presupponga la possibilità di una qualche forma di reclamo o di ricorso contro quest'assegnazione.


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carcere e reclusione iniziative: Libertà per IBRAHIM ABDALLAH FATHAYER
Postato da francesco il Saturday, 12 April @ W. Europe Daylight Time (3672 letture)

Abdellatif Ibrahim Fatayer, palestinese di 43 anni, ha scontato 20 anni di carcere duro in Italia per l’operazione FLP, di Abu Abbas, dell’Achille Lauro. Uscito nel 2005 in libertà vigilata a Perugia con l’obbligo della firma fino al 20 aprile 2008, ieri, 9 aprile, si è recato a firmare in questura e in quella sede gli sono stati comunicati la revoca della libertà vigilata e il trasferimento in un c.p.t. di Roma. E’ stato trattenuto nella questura di Perugia per 4 ore così come si era presentato: senza soldi, senza un cambio, senza un soprabito, con una sola maglietta addosso e senza poter avvisare nessuno.



(Leggi Tutto... | 4311 bytes aggiuntivi | iniziative | Voto: 1)

carcere e reclusione iniziative: Contro l'estradizione di Marina Petrella
Postato da francesco il Sunday, 02 March @ W. Europe Standard Time (435 letture)


27 FEBBRAIO ore 17, SIT IN P.za FARNESE
APPELLO  PER  MARINA  PETRELLA PER IL DIRITTO D’ASILO, CONTRO L’ESTRADIZIONE DALLA FRANCIA

Il diritto d’asilo risiede nella notte dei tempi, è parte fondamentale della “ Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” , adottata dall’Assemblea dell’ONU il 10 dicembre 1948.
Migliaia di personaggi ne hanno goduto, divenendo successivamente Presidenti di Repubbliche, Ministri, insigni cultori : da Dante a Mazzini, Garibaldi, Pertini, solo per citarne alcuni, considerati “ in patria” nemici e condannati financo all’ergastolo e alla pena di morte.
Alla fine degli anni ’70 , a centinaia i protagonisti del conflitto sociale trovarono rifugio in Europa, in esilio da leggi emergenziali, condanne sommarie e carceri speciali, che colpirono in Italia oltre 40.000 attivisti .
Particolarmente in Francia , il Presidente Mitterand, rinnovando la peculiarità storica della “ Francia terra d’asilo”, si fece artefice di un editto che garantiva a costoro lo “ status di rifugiati” , in quanto riconosceva la natura politica agli esiliati italiani e il loro abbandono della lotta armata.
Tra questi Marina Petrella usufruiva dagli anni ’90 di un regolare “ permesso di soggiorno” che le ha consentito di svolgere un’attività lavorativa a carattere sociale, di accudire alla prima figlia Elisa e di decidere di metterne al mondo un’altra ,Emanuela,fiduciosa nell’avvenire e nella parola data.
Invece, l’11 Settembre 2001 e la dottrina della “ guerra permanente”, hanno prodotto l’arroccamento della “ sicurezza “ a scapito dei diritti anche in Europa e in Francia.




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carcere e reclusione atti parlamentari: perchè negare il cielo ai carcerati?
Postato da francesco il Saturday, 09 February @ W. Europe Standard Time (456 letture)


"Quale presunti motivi di sicurezza sono alla base della decisione di impedire ai detenuti rinchiusi nei circuiti di Elevato Indice di Vigilanza di Benevento la possibilità di guardare il cielo, il sole o le stelle". E' questa la domanda che Francesco Caruso, parlamentare di Rifondazione Comunista, pone al ministro di Giustizia attraverso un'interrogazione parlamentare scritta a seguito della visita di questa mattina all'interno della casa circondariale di Benevento.
"I detenuti resclusi nella sezione EIV di Benevento hanno, oltre alle tradizionali sbarre poste sulle finestre, anche una barriera di plexiglass che ostruisce completamente la vista all'esterno: tenendo presente che le suddette finestre si affacciano ai passeggi o comunque ad ambienti interni dell'istituto, di fatto non si comprendono le ragioni per le quali si vieta di fatto alla popolazione detenuta la vista del cielo.



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carcere e reclusione racconti: appunti di una notte autorecluso nell' OPG di Aversa
Postato da francesco il Wednesday, 06 February @ W. Europe Standard Time (1006 letture)

Appena cerco di chiudere gli occhi, mi scorrono in mente i loro volti, i loro nomi, le loro storie.
Marco il 15 novembre 1996 parlava ad un telefono pubblico nella stazione di Roma Termini.
Lisa non lo vuole più vedere, glielo ripete fino alla nausea, ma lui la prega, l'implora, la scongiura, gli promette amore e attenzione:ma Lisa è stanca delle promesse mancate. Riattacca il telefono, il filo flebile del dialogo intriso di speranza si spezza; è un secondo, un attimo, l'assale la disperazione e inizia con rabbia a sbattere ripettamente la cornetta contro l'apparecchui, una, due, dieci, venti volte.
Non vede e non sente più niente, non vede e non sente gli agenti della polizia che cercano di calmarlo, lui urla, si dispera e piange.
4 mesi per danneggiamento è la pena, ingiusta o meno che sia, che il giudice gli rifila, ma lui è rinchiuso da allora nell'opg di Aversa.
12 anni. 12 anni di internamento per quella cornetta del telefono danneggiata e chissà quanti altri da trascorrere.


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carcere e reclusione chiudiamo dopo 130 anni il manicomio criminale di Napoli?
Postato da francesco il Friday, 07 December @ W. Europe Standard Time (464 letture)

E' ormai da oltre un decennio che chi si occupa di questioni di carcere, reclusione e sofferenza della mente ha cercato di  far chiudere quell'oscenità che si chiama Manicomio Criminale di Napoli. Da qualche decina di anni si chiamano Ospedali Psicihiatrici Giudiziari, ma a cambiare da allora è stata solo la targa all'esterno.
Negli ultimi anni abbiamo organizzato iniziative, ispezioni,interrogazioni parlamentari per denunciare che il quel luogo gli internati venivano tenuti in condizioni disumane, con livelli di assistenza medico-psichiatrica indecenti, con un sistema deì servizi di cura e riabilitazione assolutamente inconsistente, con un uso sistematico ed illegittimo delle forme più estreme di coercizione.


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carcere e reclusione racconti: liberta' per Marina Petrella e i rifugiati politici italiani in Francia
Postato da francesco il Friday, 07 December @ W. Europe Standard Time (541 letture)

Marina Petrella, esule italiana in Francia dal 1993, imprigionata il 21 agosto 2007 e in attesa del responso in merito alla procedura di estradizione, ha iniziato ieri 6 dicembre 2007 uno sciopero della fame nel carcere di Fresnes. Questo gesto è un grido di protesta di fronte ad un imprigionamento ingiustificabile in vista di un rigetto possibile dell'asilo politico che gli è stato garantito per quindici anni.
Dopo trent'anni di esilio, dopo aver ricostruito una vita, con una famiglia, gli affetti, un lavoro, non può il governo francese tradire gli impegni presi nei confronti di una persona che ha scelto di sfuggire alla morsa della violenza politica e della repressione degli anni settanta in Italia.


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carcere e reclusione iniziative: sciopero ad oltranza nelle carceri per abolizione ergastolo
Postato da francesco il Monday, 03 December @ W. Europe Standard Time (445 letture)

La protesta viene annunciata dal parlamentare del Prc Francesco Caruso che parteciperà personalmente allo sciopero della fame entrando nel carcere di Catanzaro alle ore 12, al termine del presidio di lotta indetto dalle associazioni e dai centri sociali calabresi all'esterno dell'istituto.
«Si tratta di una mobilitazione senza precedenti, in quanto vede coinvolti la maggior parte degli ergastolani attualmente detenuti in oltre 50 carceri», afferma il deputato 'no-global'.
Alla protesta hanno aderito oltre 400 ergastolani detenuti in una cinquantina di istituti penitenziari, tra cui quelli di Nuoro, Ucciardone, Volterra , Porto Azzurro, Poggioreale, Pagliarelli di Palermo, Benevento, Pavia, Torino, Potenza, L'Aquila, Trapani, Spoleto, Livorno, Secondigliano-Napoli, Sulmona, Roma Rebibbia, Novara, Velletri, Vicenza, Viterbo, Biella.



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carcere e reclusione Carcere di Palmi, Figli di un Dio Minore
Postato da francesco il Tuesday, 25 September @ W. Europe Daylight Time (1348 letture)

Quello che un tempo era il famigerato carcere speciale di  Palmi, dove erano rinchiusi prima gli esponenti di punta della lotta armata, poi i boss della criminalità organizzata, oggi altro non è che un grigio e malandato buco nero della democrazia.
Giovedì 20 settembre, poco prima delle quattro del pomeriggio, varchiamo le soglie del carcere di Palmi, ad accoglierci, oltre alle guardie, un rumore assordante: <> spiega il comandante in turno.


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carcere e reclusione iniziative: Question-time: CARUSO, DISABILI MENTALI LEGATI PER GIORNI AI LETTI NELL'OPG
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (532 letture)

"Disabili mentali legati mani e piedi ai letti per giorni nell'Opg di Napoli". La denuncia e' del parlamentare indpendente di Rifondazione Comunista, Francesco Caruso, che nei giorni scorsi si e' recato piu' volte in visita presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Sant.Eframo, nel cuore di Napoli. Oggi Caruso, durante il question-time alla Camera, chiedera' al Ministro della Giustizia Clemente Mastella, "se e' a conoscenza di queste vessazioni a cui vengono sottoposti gli internati. Credo che possiamo tranquillamente parlare di vera e propria tortura".



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carcere e reclusione Rassegna stampa: Riprendiamo la lotta per l'amnistia
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (550 letture)

Roma, 8 mag. - "Mastella e Napolitano hanno perso una buona occasione, oggi a Rebibbia, per affrontare con coraggio la questione dell'amnistia, provvedimento quantomai necessario per dare una logica ed una efficienza al provvedimento dell'indulto". Lo afferma in una Francesco Caruso, deputato indipendente del PRC,  che osserva: "L'indulto infatti e' stato un provvedimento necessario ma non sufficiente. Per la prima volta nella storia della Repubblica si e' approvato un provvedimento di indulto senza affiancarlo ad un congiunto atto di amnistia.



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carcere e reclusione iniziative: blitz all'opg di Aversa. Il corriere della Sera scrive, Mastella risponde
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (651 letture)

Suicidi e Aids, i «matti» dimenticati Aversa
catena di morti nell’ospedale giudiziario: 300 ospiti invece di 170

DAL NOSTRO INVIATO
AVERSA (Caserta) — Il letto dove dormiva Salvatore è una delle sei brandine gialle nella cella in fondo al corridoio al primo piano della staccata. Ora non ci dorme nessuno, non c’è più nemmeno il materasso. Qualche giorno fa Salvatore a quella brandina ci ha annodato un pezzo di lenzuolo, quando ha deciso di uscirsene da qui a piedi avanti. E ci è riuscito. Perché non è vero che quando uno si impicca è la forza di gravità che fa stringere il nodo scorsoio e spezzare l’osso del collo. Può essere pure la forza di volontà.



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carcere e reclusione comunicati: ENNESIMO SUICIDIO NELL'OPG DI AVERSA.
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (547 letture)

L'avevo preannunciato ma purtroppo non è servito a nulla.
L'ennesimo suicidio nell'OPG di Aversa, il terzo nel giro di pochi mesi, non può passare nell'indifferenza generale: l'impiccaggione di G.F. avvenuta l'altroieri, è un grido di disperazione che non può passare sottosilenzio, è il grido di disperazione dei 1200 internati negli opg italiani che invocano la chiusura e il superamento di questi lager del disagio mentale, nel quale per un reato banale come l'oltraggio a pubblico ufficiale, rischi di beccarti l'ergastolo, quell' "ergastolo bianco" che viene affibiato a tanti internati degli opg perchè, malgrado la fine della pena e la cessazione della misura di sicurezza, non esiste una rete di assistenza esterna o una persona che se ne prenda cura.


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carcere e reclusione comunicati: il regime del 41 bis è tortura bianca
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (953 letture)


Durante le ispezioni parlamentari che ho effettuato nelle sezioni speciali del 41 bis dei carceri di Viterbo, Rebibbia, Secondigliano, L'Aquila, ho scoperto come dietro quelle mura insormontabili si celano condizioni indegne per un paese civile.
Le privazioni sensoriali, i vetri, le restrizioni assurde rappresentano una mortificazione del nostro stato di diritto e del nostro senso di umanità.
L'Unione Europea, in particolare il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, ha già condannato l'Italia per la durezza del regime del 41 bis:



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carcere e reclusione documenti: Lettera dall'inferno.
Postato da francesco il Saturday, 26 May @ W. Europe Daylight Time (6496 letture)

caro Francesco, ti scrivo dopo averti visto incatenato al cpt di Crotone per informarti dell'esistenza di alteri "lager" peggio dei cpt e per chiederti di batterti per la chiusura dell'opg di aversa.

Ho avuto la sfortuna di avere un proscioglimento a 2 anni e di essere sottoposto alla misura di sicurezza presso l'ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Reggio Emilia (il primo lager), e poi presso quello di Aversa (il secondo lager)
Vorrei da subito precisarti che l'opg di Aversa è una struttura fuorilegge, abusiva ed illegale.



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carcere e reclusione Ispezione al manicomio giudiziario di Aversa: chiudiamo gli OPG
Postato da francesco il Thursday, 04 January @ W. Europe Standard Time (1369 letture)

Una delegazione guidata dal deputato indipendente del PRC Francesco Caruso e composta da Roberta Moscarelli del Forum Salute Mentale e da Dario Stefano Dell’Aquila presidente dell’associazione Antigone Napoli, si è recata in visita all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa.  La delegazione ha vistato due sezioni (5 e 6) più il reparto detto la «Staccata».
Nell’OPG sono presenti attualmente circa 300 internati, custoditi da circa 100 agenti di polizia penitenziaria e con un solo educatore e 7 psichiatri a contratto.
Gli internati sono persone che prosciolte perché non in grado di intendere e volere al momento del reato vengono condannate ad 2, 5 o 10 anni di Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Questa misura di sicurezza viene prorogata quando sussistono elementi di pericolosità sociale.


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carcere e reclusione atti parlamentari: Interrogazione sul manicomio di Serra d'Aiello
Postato da francesco il Thursday, 21 December @ W. Europe Standard Time (1158 letture)

Al ministro
Per sapere, premesso che:

In provincia di Cosenza, nel comune di Serra d’Aiello, esiste sin dalla fine degli anni ‘60, una struttura di tipo residenziale denominata Istituto Papa Giovanni XXIII, di proprietà della curia arcivescovile di Cosenza, riconosciuta nel 1978 come centro di riabilitazione dal Ministero della Sanità.
Lo scrivente si è recato in suddetta struttura per verificare di prima persona la situazione di degrado e di abbandono nella quale versano i pazienti, “uomini e donne lasciati a terra come cartocci, letti senza lenzuola, porte e finestre sgangherate” come ebbe a raccontare l’allora arcivescovo di Cosenza Giuseppe Agostino dopo una visita a sorpresa nell’aprile 2004.
Da allora, così come negli ultimi 30 anni, nulla è cambiato se non la targa all’ingresso e la denominazione: non più manicomio, ma “istituto di riabilitazione”.


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carcere e reclusione comunicati: Ispezione alla casa-lavoro del carcere di Sulmona. CHIUDIAMOLA SUBITO
Postato da francesco il Saturday, 16 December @ W. Europe Standard Time (1457 letture)

Chiudere immediatamente la vergogna delle "case di lavoro"
BASTA CON L'ERGASTOLO BIANCO
L'on. Caruso ispeziona il carcere di Sulmona e gli internati della "casa-lavoro"


Sono profondamente scioccato e allibito per la visita di oggi alla casa-lavoro di Sulmona.
La maggior parte delle persone non sanno che esistono ancora in Italia la “casa di lavoro” e qualcuno che per caso ne ha sentito parlare, non riesce ad immaginarsi di cosa si tratta.




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